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Lo smaltimento delle acque reflue di frantoio: lo stato dell’arte

Lo spandimento irriguo

Sulla base del presupposto, apparentemente ineccepibile, che essendo un prodotto del tutto naturale le acque reflue di frantoio siano innocue o addirittura utili se ‘restituite’ al suolo agrario, il cosiddetto spandimento irriguo è il metodo più seguito e anche quello incoraggiato dal legislatore per la risoluzione del problema delle acque reflue di frantoio. Tale pratica consiste nello sversamento del fluido su appezzamenti di terreno agrario di adeguata superficie, secondo rapporti volume/superficie che sono stati opportunamente elevati per legge, appunto per consentire lo smaltimento con costi compatibili con un minimo ritorno economico per l’attività dei frantoi e per mantenere comunque nel mercato gli oli extravergini di oliva.  … Vai all’articolo completo.

Il lagunaggio

Questo metodo prevede la realizzazioni di apposite vasche, possibilmente di piccola profondità e di ampia superficie, e opportunamente impermeabilizzate in modo da prevenire l’infiltrazione delle acque reflue di frantoio in falda. Ci si affida, specialmente nelle regioni più aride, all’azione del vento e del sole che provocano l’evaporazione e concentrazione delle acque reflue di frantoio lagunate, fino a trasformarle idealmente in un residuo solido palabile. … Vai all’articolo completo.

L’incenerimento

Un metodo assai drastico e teoricamente risolutivo per risolvere il problema delle acque reflue di frantoio è l’incenerimento. Infatti, idealmente la combustione del refluo produce anidride carbonica, vapor d’acqua, azoto, e ceneri costituite dai sali minerali presenti, calcinati in modo da essere costituiti infine essenzialmente da carbonato di potassio. Nella pratica, le acque reflue di frantoio vengono bruciate per mezzo di appositi iniettori che le immettono dentro una fiamma generata, dentro un’apposita cella rivestita di materiale refrattario, dalla combustione in eccesso di aria di un adatto combustibile, per esempio gas naturale. … Vai all’articolo completo.

Smaltimento delle acque reflue di frantoio mediante lagunaggio

Questo metodo prevede la realizzazioni di apposite vasche, possibilmente di piccola profondità e di ampia superficie, e opportunamente impermeabilizzate in modo da prevenire l’infiltrazione delle acque reflue di frantoio in falda. Ci si affida, specialmente nelle regioni più aride, all’azione del vento e del sole che provocano l’evaporazione e concentrazione delle acque reflue di frantoio lagunate, fino a trasformarle idealmente in un residuo solido palabile. Il metodo non è comunque risolutivo: la degradazione naturale ottenuta è modesta, le lagune emettono per mesi odori assai sgradevoli, e comunque il grosso della sostanza organica, recalcitrante o no, resta allo stato concentrato nel residuo secco. Inoltre, specie in annate piovose o in climi umidi, l’essiccazione totale non ha luogo, e si ottiene alla fine un residuo pastoso maleodorante di difficile gestione.