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Smaltimento delle acque reflue di frantoio mediante incenerimento

Un metodo assai drastico e teoricamente risolutivo per risolvere il problema delle acque reflue di frantoio è l’incenerimento. Infatti, idealmente la combustione del refluo produce anidride carbonica, vapor d’acqua, azoto, e ceneri costituite dai sali minerali presenti, calcinati in modo da essere costituiti infine essenzialmente da carbonato di potassio. Nella pratica, le acque reflue di frantoio vengono bruciate per mezzo di appositi iniettori che le immettono dentro una fiamma generata, dentro un’apposita cella rivestita di materiale refrattario, dalla combustione in eccesso di aria di un adatto combustibile, per esempio gas naturale. Il metodo tuttavia nella pratica non è quasi mai adottato per due importanti ragioni:

  1. un semplice calcolo dimostra che la sola evaporazione dell’acqua richiede così tante calorie da rendere il processo sicuramente antieconomico;
  2. il carbonato di potassio prodotto ha azione fondente sul rivestimento refrattario della fornace.

In conclusione, nonostante i notevoli sforzi messi in campo, il metodo si è dimostrato fallimentare.

Lo smaltimento delle acque reflue di frantoio: lo stato dell’arte

Lo spandimento irriguo

Sulla base del presupposto, apparentemente ineccepibile, che essendo un prodotto del tutto naturale le acque reflue di frantoio siano innocue o addirittura utili se ‘restituite’ al suolo agrario, il cosiddetto spandimento irriguo è il metodo più seguito e anche quello incoraggiato dal legislatore per la risoluzione del problema delle acque reflue di frantoio. Tale pratica consiste nello sversamento del fluido su appezzamenti di terreno agrario di adeguata superficie, secondo rapporti volume/superficie che sono stati opportunamente elevati per legge, appunto per consentire lo smaltimento con costi compatibili con un minimo ritorno economico per l’attività dei frantoi e per mantenere comunque nel mercato gli oli extravergini di oliva.  … Vai all’articolo completo.

Il lagunaggio

Questo metodo prevede la realizzazioni di apposite vasche, possibilmente di piccola profondità e di ampia superficie, e opportunamente impermeabilizzate in modo da prevenire l’infiltrazione delle acque reflue di frantoio in falda. Ci si affida, specialmente nelle regioni più aride, all’azione del vento e del sole che provocano l’evaporazione e concentrazione delle acque reflue di frantoio lagunate, fino a trasformarle idealmente in un residuo solido palabile. … Vai all’articolo completo.

L’incenerimento

Un metodo assai drastico e teoricamente risolutivo per risolvere il problema delle acque reflue di frantoio è l’incenerimento. Infatti, idealmente la combustione del refluo produce anidride carbonica, vapor d’acqua, azoto, e ceneri costituite dai sali minerali presenti, calcinati in modo da essere costituiti infine essenzialmente da carbonato di potassio. Nella pratica, le acque reflue di frantoio vengono bruciate per mezzo di appositi iniettori che le immettono dentro una fiamma generata, dentro un’apposita cella rivestita di materiale refrattario, dalla combustione in eccesso di aria di un adatto combustibile, per esempio gas naturale. … Vai all’articolo completo.

Smaltimento delle acque reflue di frantoio mediante incenerimento

Un metodo assai drastico e teoricamente risolutivo per risolvere il problema delle acque reflue di frantoio è l’incenerimento. Infatti, idealmente la combustione del refluo produce anidride carbonica, vapor d’acqua, azoto, e ceneri costituite dai sali minerali presenti, calcinati in modo da essere costituiti infine essenzialmente da carbonato di potassio. Nella pratica, le acque reflue di frantoio vengono bruciate per mezzo di appositi iniettori che le immettono dentro una fiamma generata, dentro un’apposita cella rivestita di materiale refrattario, dalla combustione in eccesso di aria di un adatto combustibile, per esempio gas naturale. Il metodo tuttavia nella pratica non è quasi mai adottato per due importanti ragioni:

  1. un semplice calcolo dimostra che la sola evaporazione dell’acqua richiede così tante calorie da rendere il processo sicuramente antieconomico;
  2. il carbonato di potassio prodotto ha azione fondente sul rivestimento refrattario della fornace.

In conclusione, nonostante i notevoli sforzi messi in campo, il metodo si è dimostrato fallimentare.