Smaltimento delle acque reflue di frantoio mediante incenerimento

Un metodo assai drastico e teoricamente risolutivo per risolvere il problema delle acque reflue di frantoio è l’incenerimento. Infatti, idealmente la combustione del refluo produce anidride carbonica, vapor d’acqua, azoto, e ceneri costituite dai sali minerali presenti, calcinati in modo da essere costituiti infine essenzialmente da carbonato di potassio. Nella pratica, le acque reflue di frantoio vengono bruciate per mezzo di appositi iniettori che le immettono dentro una fiamma generata, dentro un’apposita cella rivestita di materiale refrattario, dalla combustione in eccesso di aria di un adatto combustibile, per esempio gas naturale. Il metodo tuttavia nella pratica non è quasi mai adottato per due importanti ragioni:

  1. un semplice calcolo dimostra che la sola evaporazione dell’acqua richiede così tante calorie da rendere il processo sicuramente antieconomico;
  2. il carbonato di potassio prodotto ha azione fondente sul rivestimento refrattario della fornace.

In conclusione, nonostante i notevoli sforzi messi in campo, il metodo si è dimostrato fallimentare.